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L'esperienza poetica di Quasimodo si puo suddividere in tre tappe essenziali.
La prima è rappresentata dalle poesie improntate ai modelli più
illustri del tempo, dal Pascoli ai simbolisti, dal d'Annunzio ai crepuscolari.
"Temi" salienti:
l'amore per
la terra siciliana
la malinconia
il ricordo
dell'infanzia.
Sono sentimenti che il poeta lascia sgorgare dall'animo con sincera
effusione, ma con linguaggio sobrio. La seconda ha come esperienza "l'ermetismo";
nelle liriche di questo periodo prevale la scelta formale (lo studio della
parola porta ad una poesia "pura" e intensa). Siamo negli anni dell'appassionato
studio dei lirici greci e l'esercizio sulle lingue classiche permette a
Quasimodo di conciliare le esigenze della nuova poetica con il costante
impegno di chiarezza. La terza tappa si può considerare quella che
scaturisce dalla dolorosa esperienza della guerra. In quello sconquasso
la poesia non può rimanere nel suo idilliaco isolamento, ma deve
farsi interprete dell'uomo, acquistare concretezza e coscienza. Quasimodo
si impegna in una poesia "nuova" che manifesta l'aberrazione per la guerra
e l'ansia di "rifare" l'uomo, ridandogli le sue illusioni e la fiducia
nel futuro.
Purtroppo, in questa ultima fase, la poesia di Quasimodo, nell'impegno
di diventare incisiva, decade spesso in una certa magniloquenza declamatoria.
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